DOMANDE FREQUENTI

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Cos’è Reconnective Healing?

Reconnective Healing e` una modalita` presente per la prima volta sul pianeta. Ci riconnette con la pienezza dell’universo e ci riconnette alla completezza del nostro essere e di chi siamo. Riesce a riconnetterci all’universo ed alla nostra vera essenza, non solo attraverso un complesso di frequenze terapeutiche, ma possibilmente ed interamente per mezzo una banda di frequenze totalmente nuova. La veridicità della sua esistenza è dimostrata chiaramente sia nella realtà pratica che in laboratori cientifici.

La Reconnection è il processo generico per mezzo del quale si viene riconnessi all’universo, che permette alla Reconnective Healing di verificarsi. Queste guarigioni e le frequenze evolutive sono portate da una nuova larghezza di banda per mezzo di uno spettro di luce ed informazioni. Ed è proprio attraverso la Reconnection che siamo in grado di interagire con questi nuovi livelli di luce ed informazioni, ed è attraverso questi nuovi livelli di luce ed informazioni che riusciamo a riconnetterci. È qualcosa di completamente nuovo. È completamente diverso. È una realtà e può essere imparata da chiunque.

Come ha fatto Eric Pearl a scoprire Reconnective Healing?

In qualità di medico, Eric esercitò per 12 anni la professione di chiropratico ottenendo anche notevoli successi, finché un bel giorno un gruppo di suoi pazienti asserì di aver sentito sul loro corpo le mani del dottore, ancorché questi non li avesse fisicamente toccati. Per un periodo di due mesi le sue mani si ricoprirono di vesciche e presero a sanguinare. I suoi pazienti asserirono di essere miracolosamente guariti da forme di cancro, malattie derivate dall’AIDS, epilessia, sindrome da affaticamento cronico, sclerosi multipla, reumatismi ed osteoartriti, deformazioni congenite, paralisi cerebrali ed altri gravi malanni. Questi “miracoli” avvenivano quando Eric stendeva semplicemente le sue mani su di loro e non è cambiato.

Come si può paragonare ad altre frequenze? Qual è la differenza con altre forme di energia guaritiva?

È qualcosa che stiamo attraversando tutti e di cui parecchi di voi sono abbastanza consapevoli. Il tempo sembra trascorrere più velocemente ed anche espandersi. Questo tipo di transizione viene chiamata con diversi nomi. “Spostamento” e “Spostamento di era” sono due termini utilizzati da Gregg Braden. La transizione fu predetta dai Maia, dagli Incas, dagli Hopi, da Nostradamus, da Edgar Cayce e dalla cabala (sia ebrea che cristiana). Nel libro “Walking Between the Worlds” Braden definisce questo cambiamento come “un’era nella storia della terra e un’esperienza di consapevolezza umana. Definita da una convergenza del magnetismo planetario decrescente con una frequenza planetaria in espansione in un certo periodo di tempo, lo “Spostamento di era” o semplicemente “Lo Spostamento” rappresenta una rara opportunità di rimodellare collettivamente l’espressione di consapevolezza umana. “Lo Spostamento” è il termine applicato al processo di accelerazione della terra attraverso un movimento di cambiamento evolutivo, con la specie umana collegata, per sua scelta, ai campi magnetici della terra, di cui ne seguono i cambiamenti attraverso un processo di modifica cellulare”.

Nel campo delle guarigioni, le tecniche che hanno sostenuto la prova del tempo continuano a funzionare oggi come hanno sempre funzionato. La differenza è che ora ne esistono molte di più e anche noi siamo più numerosi, quindi le vecchie tecniche non sono più sufficienti. Anche se sono ancora valide, nei nostri nuovi parametri espansi non sono più adatte, come una lanterna non sarebbe adatta come faro per un’auto, mentre andrebbe molto bene per un cavallo attaccato ad un calesse. I punti deboli di queste tecniche (il richiedere la rimozione di gioielli e cuoio, la necessità di fede da parte del ricevente, rituali di protezione per entrambe le parti coinvolte) non sono riscontrabili nelle nuove frequenze.

Ricordiamo, inoltre, perchè parecchi di noi che utilizzano tecniche di guarigione hanno deciso di esservi coinvolti. Non per diventare dei fanatici seguaci della tecnica fine a se stessa, ma per diventare dei guaritori. La tecnica fungeva semplicemente come primo passo del processo.

Per un attimo, immaginate di essere ai piedi di una grande scalinata. Uno dei vostri traguardi –quello di diventare un guaritore- vi attende in cima. Il vostro primo passo è quello di imparare una tecnica. Vi buttate anima e corpo in questa tecnica, per conoscerla a fondo e, forse, anche diventare dei maestri. Ora il primo passo non ha più segreti per voi. E va bene che vi piaccia, ma fate bene attenzione a non innamorarvene. Poiché in questo caso, vi accascereste, prendereste un cuscino ed una coperta e rimarreste lì, facendo di questo primo passo il centro della vostra vita. E cosa succederebbe a questo punto al resto del viaggio su per la scalinata? Sarebbe già finito. Quindi è il momento di salutare il primo passo… e continuare.

Vuol dire che questa tecnica è migliore delle altre?

Ovviamente no. Non è una questione di “migliore o peggiore”, è una questione di essere adatta. Proprio come se steste guidando una Maserati sull’autostrada, diretti verso una cenetta romantica: una lanterna non sarebbe adatta come fanale dell’auto e allo stesso modo, una volta seduti per cenare, una lampada alogena non sarebbe il mezzo più appropriato per illuminare il tavolo. Reconnective Healing è qui per darci qualcosa di più ampio ed esauriente, poiché è giunto il momento in cui possiamo avere qualcosa di più ampio ed esauriente.

Ho sentito che se imparo questa tecnica, posso perdere quella che sto adottando attualmente.

Innanzitutto bisogna precisare che Reconnective Healing non è una “tecnica”. È la prima cosa che la contraddistingue da qualsiasi altro tipo di guarigione di cui avete sentito parlare. Secondo: non perderete le tecniche di guarigione precedentemente imparate. Potrebbero solo non essere altrettanto facili da trovare e magari non sentirete nemmeno il bisogno di cercarle. Uno dei motivi è che le tecniche di guarigione che abbiamo adottato finora sul nostro pianeta sono solo dei sottoprodotti della Reconnective Healing. Erano solo uno sguardo ad alcuni dei suoi aspetti. Se tutte queste tecniche fossero riunite, si avrebbe una visione più generale della Reconnective Healing, ma ancora molto distante dalla visione completa. Benché questo paragone non renda completamente l’idea, immaginate alle diverse tecniche di guarigione che conoscete e che ognuna di esse sia una lettera dell’alfabeto e chiamatele a caso, per esempio, tecniche C, J, P, Q, R. Ora, se conoscete solo la tecnica “R”, siete molto limitati nell’esprimere ciò che volete dire. Se conoscete due tecniche (quindi, se possedete due lettere), potete essere un po’ più flessibili. Se possedete tutte e cinque le lettere sopra citate, siete ancora notevolmente limitati per ciò che volete fare. Ognuna di quelle lettere è una parte dell’alfabeto. Ma se conoscete tutte le 26 lettere, potete comunicare completamente ed in tutta tranquillità, perché non solo potete formulare parole, ma potete scrivere volumi interi.

Una volta che lavorerete con le frequenze della Reconnective Healing, non userete solo un sottoprodotto. Non dovete perdere la vostra “R” o la vostra “Q” quando utilizzate l’alfabeto intero; dovete solo faticare un po’ di più per trovarle individualmente. Ed è certamente più soddisfacente se si usano nelle parole anziché isolandole nell’alfabeto.

Reconnective Healing funziona solo con problemi fisici? Funzionerà altrettanto bene anche con problemi mentali?

Reconnective Healing è come un ritorno all’equilibrio. Ogni mutamento della salute è una combinazione di varie componenti fisiche, mentali, spirituali, emotive (e probabilmente di altre classificazioni di cui non conosciamo il nome). Le classifichiamo semplicemente secondo le loro caratteristiche predominanti. Reconnective Healing non “corrisponde” specificatamente a niente. Se tramite Reconnective Healing permettete a voi stessi di tornare in equilibrio, come fanno in molti, allora funziona. Funziona e basta.

Qual è la differenza tra Reconnective Healing e The Reconnection?

La differenza tra Reconnective Healing e The Reconnection è fondamentalmente una questione di intenti. Lo scopo della Reconnective Healing è essenzialmente quello della guarigione, sia essa fisica, mentale, emotiva, spirituale o di ogni altro genere. E, ovviamente, per ottenere il grado di guarigione raggiunto tramite Reconnective Healing, sentirete –per estensione- la Reconnection come parte del processo. È la riconnessione che permette alla Reconnective Healing di essere decisamente più ampia delle “tecniche” di guarigione che abbiamo avuto finora.

Lo scopo di The Reconnection è quello di portarci nella pienezza della nostra innata connessione con l’universo. Questo è possibile grazie ad un’esperienza in due sessioni, alla quale ci si riferisce normalmente con il ricevimento della Reconnection personale. E, ovviamente, per ottenere il grado di riconnessione generato tramite La Reconnection, sentirete, per estensione, di essere guariti come parte del processo.

Benché i due non siano processi del tutto separati, per ottenere il massimo beneficio da ciascuno di essi, la sessione di Reconnective Healing e la sessione personale di Reconnection devono avvenire in circostanze separate.

Chiunque può imparare a farlo?

Tutti possediamo la capacità di conquistare queste nuove frequenze di guarigione. Non è un dono riservato ad una cerchia ristretta di persone come guru o “santoni” (per così dire), per soli uomini o donne. È un dono di questa era; l’intelligenza e la saggezza di cui abbiamo bisogno per guidarci esistono già. Queste frequenze sono sia antiche che nuove. Sono “antiche” perché appartengono all’universo; sono “nuove” perché questa è la prima volta che sono sul nostro pianeta. Non si tratta di una strana “tecnica di meditazione” praticata dall’amico di qualcuno sulla spiaggia da 15 anni e non sono nemmeno delle tecniche perse da un popolo antico. Si ritiene siano delle frequenze che stiamo sperimentando per la prima volta sulla terra.

Benché l’universo abbia scelto, per svariate ragioni, di “regalare” ad Eric queste energie per iniziare il processo di accrescimento delle frequenze, sembra che un numero sempre maggior di persone ogni giorno trovi il suo posto come parte integrante di questo fenomeno. Così facendo stiamo innalzando il nostro livello di consapevolezza generale. Ogni settimana Reconnective Healing viene insegnata nel mondo a centinaia di qualsiasi estrazione sociale e con svariati livelli d’istruzione, che sia o meno medica, spirituale, metafisica, new-age o altro. La gente che impara proviene da tutte le professioni, da tutte le classi demografiche e socioeconomiche.

Ogni persona entra allo stesso livello indipendentemente dal tipo di esperienza o dal grado d’istruzione di ciascuno. I gruppi sono composti grandi linee per il 50% da uomini ed il 50% da donne. Potrete trovare Master di Reiki e massaggiatori, casalinghe e studenti, medici ed infermiere, ecclesiasti o muratori, scienziati, insegnanti, analisti di computer, ufficiali dell’esercito, idraulici ed elettricisti, banchieri ed avvocati. In parecchi seminari poi troverete persone che non volevano venire affatto sedute accanto a coloro che le hanno trascinate ad ogni costo.

La costante diversità dio persone presenti in ogni seminario in qualsiasi parte del mondo garantisce che, nel corso del fine settimana, venga spiegata la natura di questo lavoro in quasi aspetto della vita di ogni giorno. Entro la fine del seminario, anche i più scettici spesso si sono evoluti così tanto da chiedersi se siano realmente passati solo un paio di giorni; e quando ci si rende conto che il muratore si muove con la stessa sicurezza ed integrità del Master di Reiki, proprio in quel momento, ci si rende conto della semplice bellezza di questo dono.

Questi seminari creano atmosfere di partecipazioni interattive che favoriscono esplorazione ed apprendimento; si basano sulla condivisione di esperienze con il gruppo. Quando un gruppo lavora in modo omogeneo con queste energie, il livello di ognuno si eleva ad una velocità impressionante. È come se ci fosse una specie di campo e che connette ciascuno in maniera più intensa, accelerando esponenzialmente la nostra nuova evoluzione. Tutti cambiamo ogni secondo e c’è molto da dire sul come trascorrere un fine settimana immersi nelle energie… insieme.

Siete sicuri che riuscirò a seguire il corso? Ho visto che la maggior parte delle persone che conosco hanno un successo talmente grande nelle loro sedute dopo aver partecipato ai seminari di Reconnective Healing da farmi rimanere senza parole. Conosco anche un paio di persone che hanno paura di proseguire e che continuano con le loro tecniche precedenti, oppure tentano di associarle alla Reconnective Healing senza ottenere grandi risultati. Quindi non capisco: ci sono persone che non riescono ad accedere a queste energie? E, se così fosse, perché dovrei credere che per me, un principiante, dovrebbe essere diverso?

Questa è una bella domanda. La risposta è già contenuta in una parte del mio libro:

La gente mi chiede se tutti possiedono la capacità di ricevere queste frequenze e di guarire la gente. La mia risposta è “Sì!” Lo può fare chiunque, ma hanno gli occhi bendati. Sono pochi quelli che osano aprire gli occhi…. e quelli che lo fanno spesso vengono accecati da quello che vedono.

Ognuno di noi, una volta che ha interagito con queste frequenze, può ottenere delle guarigioni. Lo fanno nel corso dei seminari. Per alcuni può essere difficile credere che possono davvero farlo, anche quando accade visibilmente davanti ai loro occhi. Alcuni si perdono nel concetto che di più è meglio, così “aggiungono” altre cose, senza rendendosi conto che si tratta invece di una diluizione; come aggiungere un bicchiere d’acqua ad un piatto di minestra: il risultato è un piatto di minestra che sa di acqua. Poi esiste un terzo gruppo di persone che sentono il bisogno di fare del loro meglio aggiungendo la loro impronta personale. (per esempio, è quello che succede con il Reiki. È molto difficile trovare il Reiki allo stato puro. Parecchie persone –che fanno parecchie cose diverse- rivendicano che la loro “tecnica” sia la sola ad avere la paternità). Questo terzo gruppo non ha abbastanza autostima da trovare soddisfazione semplicemente nell’essere parte del processo, riconoscendo che è un onore il fatto di essere stati invitati a far parte di questa equazione ed aver avuto il permesso (che io considero una “benedizione”) di vedere la guarigione con i propri occhi. Cercano quindi di “decorarlo”, di porre una sorta di rivendicazione sia sul processo che sul risultato. Vogliono essere capaci a dire, “Ecco, io lo faccio così. In questo modo diventa anche meglio”. Questo è ciò che io definisco “indorare il giglio”: prendere dall’universo ciò che è perfetto e cercare di renderlo ancora più perfetto.

Queste guarigioni originano in un luogo di perfetta armonia con l’universo. Nel tentativo di migliorare ulteriormente la perfezione, questi individui dimostrano, a chiunque ci faccia caso, di non essere in grado di vedere la perfezione… o per lo meno che l’hanno persa di vista. Non c’è nulla di sbagliato nelle persone appartenenti a questi tre gruppi e parecchie persone appartengono a più di uno. Coloro che fanno parte di questi gruppi semplicemente non sono ancora arrivati al punto di essere emotivamente capaci di mettersi a disagio in una situazione estranea.

Perchè per voi dovrebbe essere diverso? Ci sono svariate ragioni. Molte di queste sono le stesse ragioni per cui in molti riescono ad ottenere risultati incredibili. Innanzitutto, in qualità di principiante, non avete un bagaglio tanto ingombrante da abbandonare. Nel nostro bagaglio ci sono sensazioni di agio e di sicurezza. C’è anche la paura di lasciar andare quello che abbiamo accumulato con fatica e denaro. Questo deriva solitamente dalla sensazione di aver fatto un errore, invece di capire che quello che abbiamo fatto è stato solo l’ultimo passo che ci ha portato dove siamo ora. Bisogna sollevare il piede dal gradino precedente per poter salire le scale. Sollevare il piede indica ovviamente che c’è l’intenzione di proseguire nell’ascesa. Se si solleva un piede dallo scalino, ma lo si sostituisce semplicemente con un altro piede, si rimane esattamente nello stesso posto e, per quanto possa essere bello, non ci lascia progredire. Ci vuole del coraggio per guardare quel gradino che amiamo tanto (che sia una tecnica di guarigione orientale sulla quale avete investito migliaia di euro e che funziona benissimo o una delle altre centinaia di tecniche insegnate in tutto il mondo) ringraziarlo e poi abbandonarlo. Per riuscirci, bisogna capire che la funzione di un gradino è quella di essere… un gradino. Non è un punto di arrivo, ma una parte dell’ascensione. Non essendo stati indottrinati nell’arena delle “tecniche” di guarigione new-age, non dovete nemmeno preoccuparvi di liberarvi di un bagaglio che non avete ancora costruito.

Eric Pearl e The Reconnection, LLC, in connessione e collaborazione con The Reconnection® e Reconnective Healing®, nonché tutti gli operatori, gli istruttori, gli assistenti, gli impiegati, gli agenti e tutte le persone e società a essi correlati, nell’ambito dei seminari, degli insegnamenti e delle informazioni rese, non si vogliono assolutamente sostituire ai medici e dunque non si assumono alcuna responsabilità, non formulano diagnosi mediche, né prescrivono trattamenti medici per specifici problemi di salute, inoltre non promettono, né garantiscono, né assicurano guarigioni. Tu sei l’unico assoluto responsabile delle decisioni che riguardano la tua salute nonché delle scelte delle cure mediche da seguire ed effettuare.

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